venerdì 23 agosto 2013

BerlusKyenge, il nemico perfetto

Quest'estate, per la sinistra, doveva essere il momento della grande svolta. L'anno zero della politica italiana in cui il Caimano veniva preso e portato davanti al boia. Il grande sogno, tuttavia, sta volgendo in un incubo. Sono giorni che la sinistra non riesce a chiudere occhio perché Silvio Berlusconi, nonostante la condanna in via definitiva, molto probabilmente resterà in Parlamento finché gli italiani continueranno a votarlo.

C'è da dire che anche i sonni della gente di destra sono piuttosto tormentati. Sì, per colpa dell'Uomo Nero, ovvero la Ministra Cécile Kyenge. Rea di essere donna ma soprattutto di non essere nata in Italia. Due colpe gravissime che, per la destra italiana, devono essere lavate con umiliazioni giornaliere e campagne d'odio non dissimili da quelle che abbiamo visto per vent'anni contro Berlusconi.

I giustizialisti bacchettoni, gli xenofobi e i regressisti totali, tutte le persone con un piede nel medioevo ed uno negli anni venti del secolo scorso (non importa dove, non fa differenza) meritano di militare nella stessa parte politica, anche se provengono da storie differenti. Questo perché è importante che lascino liberi noialtri di proseguire per la nostra strada, che è diametralmente opposta alla loro, senza incorrere in qualche relitto di manettari, populisti, revanscisti, criptofascisti, criptocomunisti o criptosemplicementestronzi. 

Stavo pensando ad un loro possibile nemico perfetto, che possa incarnare tutti i difetti che lamentano. Pensavo ad una persona che metta insieme tutti i valori e i simboli dell'Occidente e tutti i "vizi" che tanto mandano in bestia il popolo marrone di cui innanzi. Solo con una nemesi perfetta possono finalmente coalizzarsi e diventare un'entità politica indistinta, in cui possano senza vergogna tenersi per mano leghisti, grillini, pidiellini neo-ultra-keynesiani anti-tedeschi e vittimisti, neonazisti, ciclisti vendoliani e rifondazionisti.

Il loro nemico, il mostro da combattere all'ultimo livello del loro giochetto, è un politico (questo è già un peccato che per loro dev'essere lavato col sangue) con una condanna alle spalle ed immigrato, secondo alcuni, come clandestino (per mancanza del visto). 

Questa persona esiste. Nata a Thal, in Austria, il 30 luglio 1947, condannata per diserzione. Dopo aver scontato due mesi di carcere militare (quel giorno, la persona in questione doveva andare a vincere Mister Europa a Stoccarda), decide d'attraversare l'Atlantico per trasferirsi negli USA senza nemmeno spiccicare una parola in inglese. Vent'anni più tardi si iscrive al Partito Repubblicano, nel 1990 ottiene la sua prima carica politica dal Presidente Bush e nel 2003 diventa il trentottesimo governatore della California. Parlo, naturalmente, di Arnold Schwarzenegger. D'ora in avanti, prendetevela con lui.





4 commenti:

  1. Volere che un criminale vada in galere equivale ad essere razzisti? Ma vaffanculo.

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  2. Come si fa a scrivere una marea simile di idiozie senza vomitare? Incredibile!! Cioè il colore della pelle equivale alla frode fiscale?? Volere un paese normale in cui anche i colletti bianchi vengono perseguiti significa essere medioevali?? Invece volere l'impunità per il re e la sua corte è moderno?? Ma dico io dico... Mah! Finchè non ci libereremo da questi sofismi pseudo-intellettualistici non andremo mai avanti.

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  3. Sicuro di aver letto questo post?

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